Patto per il Molise

L'intervento integrale che il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, ha tenuto nell'Aula Magna dell'Unimol a Campobasso in occasione della firma del Patto per il Molise con il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, in visita istituzionale in Molise.

Signore e Signori, Autorità, Carissimi sindaci,
a tutti voi il saluto di questo Governo, nazionale e regionale. Oggi, un evento al quale per tanti mesi, insieme, abbiamo lavorato. E dico insieme. Insieme istituzioni, insieme rappresentanze, datoriali e sindacali. Insieme per costruire il modello della nostra regione al quale tutti ambiamo. È un modello sostenibile, un modello che non si rifà al cosiddetto libro dei sogni, ma è un modello al quale abbiamo lavorato coscienti di quanto insieme si possa realizzare.
In quest'aula, come ricordava il magnifico rettore, Papa Francesco a luglio di due anni fa e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso aprile, si sono offerti come guide, delle guide per la costruzione di un sistema alla nostra portata.

Devo dire che oggi con te, presidente Renzi, con te Matteo, abbiamo la possibilità di suggellare un accordo che significa per noi la costruzione, finalmente, di un Molise diverso dal passato. Senza polemica alcuna, ci mancherebbe, ma un Molise che oggi affronta la realtà dei tempi con orgoglio, avendo riconquistato credibilità e affidabilità.

Certo, sono stati tre anni di governo difficili. Ci siamo confrontati con tanti malcontenti. Ahimè, forse, non forse, sicuramente necessari. E oggi presentiamo una Regione finalmente con i conti in regola. Una Regione che non ha motivo di vergognarsi di nulla. Una Regione che quotidianamente difende la propria identità.

La propria identità non come difesa del campanile, ma come coscienza e consapevolezza della realtà nella quale viviamo. Non saremo mai timorosi del confronto con gli alti.
La condivisione per noi è costruzione. E costruzione non significa difesa, a tutti i costi, di un orticello. Condivisione significa confronto e costruzione per il bene. Si parte, come dice il rettore, dalla formazione, dalla scuola per arrivare all'università, così abbiamo effettivamente la possibilità di caratterizzare una società in linea con i tempi.

Il rettore ha richiamato certo le cose più difficili che dobbiamo affrontare. Parlare in questo momento storico di una monorotaia significa mettere il dito nella piaga.
Per questo con risorse proprie noi ci siamo impegnati, al di là delle polemiche sciocche, quelle che provavano a ridicolizzarci perché lanciavamo la velocizzazione del collegamento ferroviario da Campobasso Roma con un primo lotto, la cosiddetta metropolitana leggera, ci siamo impegnati ad avviare l'ammodernamento del collegamento ferroviario. E oggi grazie al Patto parliamo per la prima volta di elettrificazione della nostra regione: 15 milioni per elettrificare Roccaravindola-Isernia. Significa il primo, vero, intervento di elettrificazione sulla rete ferrata per una regione che intende rivedere totalmente la propria mobilità.

Ma l'attenzione non si è concentrata sulla lista della spesa, sarebbe stato miope: il Patto è qualcosa che va oltre i 55 interventi previsti. Il Molise è qui ed è tanto altro, in linea con un messaggio che è stato ed è per noi un tormentone (ma mai come in questo periodo si è parlato di Molise) "il Molise esiste, il Molise non esiste, il Molise resiste", il Molise è qui rappresentato da tanti amministratori che, con orgoglio, portano la propria fascia tricolore. Ed è questo orgoglio che ci porta a chiederti, presidente, un'attenzione particolare per alcuni temi. Primo fra tutti, la conservazione della nostra Corte d'Appello per garantire una giustizia uguale per tutti.
È un impegno per noi significativo proprio perché tutto ciò che c'era da tagliare lo abbiamo tagliato noi per primi. Abbiamo cancellato oltre il 30% delle spese di funzionamento della nostra Regione. Abbiamo fatto un lavoro straordinario in riferimento alla cancellazione delle partecipate. Avevamo una Regione che si divertiva ad allevare polli, che si divertiva a produrre zucchero e non vado oltre.

Abbiamo avuto il coraggio, rischiando effettivamente il confronto con tante famiglie, abbiamo avuto la determinazione di chiuderle, quelle aziende, costruendo un percorso di rilancio. Perché la Regione, l'istituzione Regione, non fa impresa, non droga il mercato con le risorse pubbliche, ma promuove, semmai, il mercato a favore dell'impresa, a favore del lavoro, con l'appoggio dei sindacati.  Noi l'abbiamo fatto e oggi, contro ogni previsione negativa, siamo arrivati a rilanciare, per esempio, la filiera avicola. E ora sono qui ad "estorcerti" un impegno, al di là della battuta di qualche amministratore di minoranza: che tu possa essere con noi come sei stato oggi a festeggiare i successi de La Molisana, e come faremo di qui ad un'ora presso la Unilever, all'inaugurazione della nuova azienda.

Sono, questi, i temi sui quali ci permettiamo di confrontarci. E sono, questi, i temi sui quali continuiamo il confronto, anche quando il confronto si fa serrato.

Certo, sono stati tre anni difficilissimi che ci hanno visti intervenire sul servizio più sentito dalla cittadinanza, la sanità. È inutile stare a parlare di che cosa abbiamo trovato: lo sapevamo tutti. Certo, parlare di riorganizzazione senza avere la possibilità di coinvolgere le professionalità sanitarie significa parlare del nulla. E allora, finalmente, grazie al sacrificio dei molisani che, in maniera determinata, non hanno, se non in sporadiche occasioni, reagito in maniera spropositata, siamo qui finalmente a chiarire che il 31.12.2016 il blocco del turnover che caratterizza la nostra sanità termina. Dal 1° gennaio 2017 torneremo ad assumere. Grazie alla sensibilità di un Governo che, superando le indicazioni dei ragionieri, ha inteso dare fiducia a chi con responsabilità, pur dovendo assumere tante scelte difficili e impopolari, ha tenuto la barra dritta. Un Governo di centrosinistra e una Maggioranza di centrosinistra che con la maggior parte dei sindaci sono andati avanti convinti che la qualità non si fa con i proclami, ma con la concretezza delle realizzazioni. E allora, certo, a nessuno appassiona l'ospedale sotto casa, siamo persuasi invece che tutti i cittadini devono avere una rete di emergenza-urgenza in grado di salvare la vita quando ce n'è bisogno. Questo è il modello per il quale ci siamo battuti. Questo è il modello per il quale, mi auguro, a brevissimo, potremmo firmare con il Governo il patto per il piano di rientro.

Ma veniamo al Patto per il Molise. Cercherò di essere velocissimo considerando di scontare il ritardo maturato in questa giornata.

Le infrastrutture, sicuramente, rivestono una parte importante. Ma non sono state l'obiettivo primario. Se non promuoviamo la nostra regione, ma non la promuoviamo perché vogliamo andare da soli a promuoverla non so dove. Ci teniamo a promuoverla in un sistema, in un sistema che va oltre il recinto amministrativo delle regioni. Però se nessuno conosce il Molise sarà difficile parlare del Molise fuori dal Molise. La straordinaria esperienza vissuta ad Expo ci ha dato la possibilità di capire quanto, con poco, raccontando le nostre eccellenze, siamo in grado di suscitare quelle emozioni che si tramutano in straordinarie presenze. Le abbiamo censite e valutate. La settimana a Expo ha dimostrato che effettivamente non ci manca nulla, ma non abbiamo l'arroganza di dire facciamo da soli. No. Condividiamo il principio che è giusto fare insieme, perché soltanto così si riesce a valorizzare meglio la specificità. Per cui ribadisco, non è oggi il tema all'ordine del giorno delle Macroregioni. Ma l'obiettivo di lavorare insieme per garantire qualità di servizi per i nostri cittadini ci vede fermamente convinti a lavorare per questo obiettivo.

Abbiamo cominciato a farlo con l'Abruzzo, mi auguro che presto si possa farlo con il Lazio, con l'Umbria e con la Toscana, dimostrando che con poco, nel rispetto dell'autonomia reciproca, ma soprattutto ribadendo la propria identità, si possa fare meglio insieme.

Veniamo al Patto. Sono 727 milioni. Innanzitutto lo strumento. Uno strumento che chiarisce, prima ancora di cominciare, che cosa vogliamo fare, come lo vogliamo fare e dove lo vogliamo fare. Sono 727 milioni di euro di risorse, parte già in spesa, - mi spiace che il ministro Delrio sia dovuto andar via - e forse siamo l'unica regione ad aver centrato il 100% delle obbligazioni giuridicamente vincolanti al 30 giugno. 150 milioni di euro, che significa 150 milioni di euro di cantieri, 150 milioni di lavori e, mi auguro potendoli verificare trimestre per trimestre, 150 milioni di opportunità lavorative in edilizia, il settore che purtroppo ha subito, più di ogni altro, gli effetti della crisi.
Ma non è soltanto infrastruttura. È la fragilità del nostro territorio che ci preoccupa. Abbiamo una infinità di situazioni franose che mettono a rischio tessuti urbani. Certo, la logica dell'intervento a pioggia non ci porta da nessuna parte, ma nemmeno ci porta da nessuna parte la logica dell'intervento senza progetti esecutivi. Cominciare un'opera e trovarsi in cantieri non completati per mancanza di risorse, è il modo più sbagliato per affrontare le difficoltà.

E allora, innanzitutto, i completamenti delle tante opere inconcluse, delle tante opere che finiscono nel boschetto, delle tante opere che finiscono nella pozza d'acqua, delle tante opere che partono con un'idea e, per via delle perizie di variante prima ancora di cominciare, assumono tutt'altro aspetto. È la logica che non ci appartiene. Quindi ben venga il Patto. Ben venga avere chiarito gli interventi con lo straordinario lavoro svolto da Claudio De Vincenti. Ben venga la puntualità con la quale assumiamo gli impegni temporali perché quelle opere siano realizzate.

Parliamo ancora di ambiente, parliamo di consolidamento dell'ambiente. Parliamo anche di raccolta differenziata, quando siamo partiti eravamo l'ultima regione con il 3% sul totale di raccolta differenziata, la scommessa è di arrivare al 50% di raccolta differenziata alla fine del prossimo anno e anche questo aspetto trova risorse importanti all'interno del Patto.

Cultura e turismo, gli altri due temi fondamentali, e l'Università che ha la possibilità di arricchire la sua offerta formativa. Una scuola che investe sempre più sull'alternanza scuola-lavoro. Una scuola che sempre più investe sulla formazione della domanda che viene dal nostro territorio. Questo è un altro dei settori sui quali intendiamo investire.

L'infrastruttura poi della banda larga, anche su questo aspetto eravamo l'ultima regione. Fondi del Psr, accordo con la presidenza del Consiglio: saremo al 31.12.2017, anche per questo aspetto, una regione che raggiungerà a 100 megabit il 50% dei residenti molisani e il 100% con la velocità 50 megabit. Ma realizzare le infrastrutture serve a ben poco. Investire sui contenuti da far correre sull'infrastrutture evidentemente è un modo diverso per capire che questa regione è al passo con i tempi. Vanno bene le infrastrutture, ma soprattutto vanno bene gli investimenti per i contenuti con i quali arricchire l'infrastruttura.

C'è poi lo sviluppo economico-produttivo. Veniamo da anni drammatici. Ancora, una volta grazie all'allora sottosegretario dello Sviluppo economico, che ci ha seguito passo dopo passo, considerando il disallineamento dei nostri indicatori rispetto alle previsioni di legge, abbiamo ottenuto, grazie anche allo straordinario impegno della nostra deputazione parlamentare, con in prima linea Danilo Leva, il riconoscimento dell'area di crisi complessa. Il riconoscimento per noi non è il punto di arrivo, ma è il punto di partenza. Il punto di partenza per una regione che con orgoglio deve dimostrare che sta ripartendo. E se i numeri della ripartenza sono, purtroppo, ancora troppo timidi non abbiamo nessun timore di rilanciare l'ottimismo che, purtroppo, in questi anni è mancato. Ma la ripresa si fa anche con le idee chiare.

La ripresa si fa anche con il rispetto delle regole. La ripresa si fa anche con il rispetto della volontà e della determinazione degli investitori. E se ogni qual volta parliamo di un rilancio produttivo, se ogni qual volta parliamo di attrarre investimenti, se ogni qual volta parliamo di opportunità di investimento, il comitato A, B o C rischia, con un banalissimo ricorso amministrativo, di mettere in discussione chi intende fare impresa, nel rispetto delle leggi e delle norme, e allora anche su questo aspetto è arrivato il momento di fare chiarezza.
Ambiente è anche acqua. Sicuramente la nostra prima ricchezza. Volando oggi sul lago di Occhito abbiamo raccontato come e quanto tutta quella acqua sia nelle disponibilità della vicina regione Puglia. E allora, è vero che l'acqua è un bene comune, è vero che sicuramente nessuno di noi pensa di gestire privatamente l'acqua. Però è anche vero che se fra le Regioni deve esserci uno spirito di solidarietà, questo spirito di solidarietà deve esserci sempre, sia nel dare che nel ricevere. Con l'acqua questa Regione, da sempre, è stata generosa. Non chiediamo nulla. Chiediamo solo misure compensative per fare investimenti, per migliorare la rete distributiva, per migliorare la rete depurativa, per rendere meno oneroso il costo dell'acqua per i cittadini di questa regione.

La scommessa: primi 70 milioni da spendere entro il 31 dicembre 2017. Non abbiamo timore. Abbiamo dimostrato in questi anni come non solo la velocità della spesa ci appassioni, ma quanto soprattutto ci appassioni l'indicatore di valutazione della qualità. Quindi alziamo l'asticella della scommessa e confrontiamoci e misuriamoci non solo sulla quantità della spesa, ma soprattutto sulla qualità della stessa.

Chiudo. Abbiamo una promessa di finanziamento di 220 milioni di euro per l'Autostrada del Molise, un'opera che - è giusto si sappia - secondo il piano finanziario dei promotori prevedeva un costo tariffario di circa 20 centesimi a chilometro per i mezzi leggeri. Considerando che il costo medio in Italia è di 0,07 euro, ogni chilometro di autostrada, della nostra autostrada, sarebbe costato ai cittadini ben tre volte rispetto alle altre autostrade, nonostante le previsioni di un'utenza bassissima con un primo lotto che avrebbe creato sicuramente disservizi.
E allora, se abbiamo avuto la forza e la determinazione di accompagnare una rivisitazione di quella programmazione in attesa che il Cipe si pronunci, abbiamo anche presentato una proposta alternativa con l'Anas: 200 milioni che collegano un nuovo casello tra San Vittore e Vairano-Montelungo con la variante di Venafro, così da cominciare effettivamente da un punto di partenza l'Autostrada. La A1 verso il mare con una strada a doppia corsia in un senso e nell'altro senza tariffa. Questo sarebbe già un ulteriore segnale rispetto a chi prova a delegittimare la qualità del lavoro che stiamo portando avanti.

Chiudo con uno slogan: Il Molise fuori dai luoghi comuni. Come dicevo prima, il Molise dell'acqua, i Molise dell'aria, il Molise della terra, il Molise del fuoco. Sono questi i quattro elementi che, caro presidente, caro Matteo, sono convinto stupiranno anche un toscano fiorentino non pisano. Convinto come sono che, ripeto, raccontare il Molise all'interno del Paese Italia, sicuramente è ciò che vogliamo e che chiediamo al Governo sapendo che la logica del fai da te non è più compatibile con la velocità e con i tempi che viviamo.

Grazie a te per la sensibilità per la nostra regione. Grazie a te per il tempo che ci hai dedicato e, soprattutto, grazie al sorriso e a quest'ondata di ottimismo che ci hai portato perché, purtroppo, troppo spesso ancora il pessimismo e l'ondata di gufi continua ad essere onnipresente.
Grazie ancora.

 
 
 
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