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Sì all'Agenzia regionale di Protezione civile

Con sedici voti favorevoli, nove contrari e cinque assenti, il Consiglio regionale del Molise, presieduto da Mario Pietracupa, ha approvato questa sera, poco dopo le 22,00, l'unico punto iscritto all'ordine del giorno della Seduta convocata con urgenza per oggi pomeriggio alle ore 15,30, concernente la Proposta di legge regionale n.28 riguardante l' "Istituzione dell'Agenzia regionale di Protezione civile".

La Proposta di legge, illustrata in aula dal Presidente della Prima Commissione, Vincenzo Niro, con qualche emendamento proposto dalla stessa maggioranza (quelli della opposizione sono stati tutti respinti) è stata votata, in definitiva, con il  testo licenziato ieri proprio dalla Prima Commissione.
La stessa si è resa indispensabile dopo che il Governo Monti ha fissato al 30 aprile prossimo la proroga sullo stato di criticità post sisma 2002.
All'articolo 1 della proposta di istituzione dell'Agenzia sono spiegate le finalità dell'organismo: "Al fine di assicurare l'efficace esercizio delle competenze regionali in materia di protezione civile di cui alla legge regionale 17 febbraio 2000, n.10, e successive modificazioni, nonché di difesa e sviluppo del territorio a seguito degli eventi sismici del 31 ottobre 2002, è istituita l'Agenzia regionale di protezione civile (ARPC), con sede in Campobasso, quale ente strumentale della Regione Molise dotato di personalità giuridica di diritto pubblico con autonomia patrimoniale, contabile e organizzativa".
Organi dell'Agenzia sono il Direttore, che sarà nominato dal Presidente della Giunta regionale tra i dirigenti appartenenti alla dotazione organica dell'Amministrazione regionale, e il Collegio dei revisori dei conti, nominato, su conforme deliberazione della Giunta regionale, con decreto del Presidente della Regione.

In apertura di lavori, il centrosinistra ha presentato una sua proposta firmata dai Consiglieri Frattura, Di Pietro, Tedeschi, Parpiglia, Totaro e Leva, mentre il Consigliere Massimo Romano ha presentato una pregiudiziale, firmata anche dal Consigliere Monaco, sostenendo che la Proposta di legge  «non risulta controfirmata, ai fini della legittimità e della regolarità contabile e finanziaria, dai preposti dirigenti responsabili dei servizi competenti e che in sede di commissione sono emerse, nel corso delle audizioni e nell'esame del testo, numerose criticità sia in termini di impostazione metodologica che in termini di legittimità di talune previsioni normative meritevoli per lo meno di approfondimento e che tuttavia non hanno trovato chiarimenti esaurienti».
E' quindi intervenuto il Consigliere Petraroia, che ha fatto appello al Consiglio ed al Presidente Iorio al fine di «non commettere errori dettati dalla fretta». «Il rischio che si corre - ha detto - è che il provvedimento possa essere impugnato e che si possa toccare la paralisi successivamente, visto che la legge  non potrà essere applicata».

Ad entrambi i Consiglieri di minoranza, ha risposto il Presidente Iorio sostenendo che «la proposta di legge è molto particolare ed assai importante e si può fare un ottimo lavoro eliminando le incomprensioni». «La nostra particolarità - ha evidenziato Iorio - è che ci siamo trovati di fronte ad un diniego della proroga che doveva consentire il passaggio alla fase della ricostruzione che presenta difficoltà notevoli sia dal punto di vista tecnico che gestionale. Le proteste del sottoscritto non sono state sufficienti per ottenere una proroga. Come Consiglio, siamo chiamati a dare una risposta alla continuazione della ricostruzione nella maniera più sobria e responsabile  possibile. Dobbiamo mettere i Comuni nella condizione di seguire l'aspetto tecnico e la Regione in quello di sostegno. Oggi non siamo nell'ordinarietà, ma nella straordinarietà. Dobbiamo, quindi, procedere con strumenti nostri. I 346 milioni di euro della Delibera Cipe sono reali per la ricostruzione. L'Agenzia è una trasposizione di funzioni con pianta organica che non sarà allargata. Il livello dell'incontro odierno a Roma è stato rassicurante. Ho chiesto una breve proroga, massimo un mese, per passare dalla fase straordinaria a quella ordinaria».

Il Presidente ha quindi tenuto a precisare che «il terremoto si finanzia con la Delibera CIPE e la Protezione civile con fondi della Protezione civile».
Messa ai voti la pregiudiziale, è stata respinta a maggioranza con l'astensione dei Consiglieri Frattura, Parpiglia, Di Pietro e Totaro.
A questo punto, il Presidente della Prima Commissione,  Vincenzo Niro, ha illustrato la Proposta di legge affermando che la Commissione «ha migliorato di molto il testo che era giunto per l'esame in tutta fretta». «Non parliamo solo di terremoto - ha detto - ma di una struttura completa. Chiedo la sua approvazione con le modifiche tecniche suggerite dal presidente Iorio».

Alla discussione generale, prima dell'esame degli emendamenti e del voto finale, hanno preso parte i Consiglieri Ciocca : «Noi abbiano bisogno di una legge per la ricostruzione, questa proposta, invece, è ibrida. Non si parla di costi sostenuti né da sostenere. Perché non si è fatta una legge ad hoc prima?»; Monaco: «Dopo nove anni e quattro mesi è  assurdo che la fase burocratica sia ancora tutta da percorrere»; Frattura: «Abbiamo avuto tanto tempo per preparare una proposta e ci siamo ridotti agli ultimi quindici giorni. Dobbiamo dare certezze a tutti. La nostra proposta centra il problema della ricostruzione»; Petraroia :«E' sempre più difficile confrontarsi in questa sede in maniera reale e non arrivare sempre all'ultimo minuto. Questa modalità, al di là dei soggetti, ha prodotto solo guasti. Protezione civile e ricostruzione non possono stare insieme, sono due cose diverse. Chiedo di sospendere la discussione e attendere l'incontro tra il presidente del Consiglio, Monti, e il  Presidente Iorio»;  Romagnuolo: «Dopo il 30 aprile, se non votassimo la legge, si verificherebbe una paralisi totale. Nell'ultimo periodo dei  tre anni che finiscono con il 2012 e che abbiamo definito  di criticità, avremmo provveduto a promuovere la legge,  se il governo non avesse deciso di non venire incontro alle esigenze del Molise. Se non si approva questa proposta non recupereremo nulla nel 2012».


Dopo una sospensione chiesta dal Consigliere Sabusco,alla ripresa, si è proceduto all'esame degli emendamenti e alle dichiarazioni di voto  fatte dai Consiglieri Petraroia, Romano, Monaco, Totaro e Ciocca.
Il Consiglio tornerà a riunirsi martedì 8 maggio 2012 alle ore 10.00.

 
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