Camera dei Deputati, presentato il Libro Bianco della Gastroenterologia italiana

Sala del Mappamondo. Iorio, ultimo da sinistra nella foto, al Tavolo della Presidenza del convegno
Sala del Mappamondo. Iorio, ultimo da sinistra nella foto, al Tavolo della Presidenza del convegno

«Gestione territoriale, continuità assistenziale, appropriatezza dei servizi, creazione di specifiche pianificazioni nazionali per prestazioni su basi omogenee che tengano conto dei profili epidemiologici dell'attività ospedaliera dei vari segmenti assistenziali e dell'introduzione di nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche. Sono questi gli elementi che vedo emergere dal "Libro Bianco della Gastroenterologia italiana" e che possono essere certamente patrimonio delle politiche sanitarie nazionali e regionali. Lo dico da Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, da Presidente di una Regione in Piano di Rientro, ma anche da chirurgo specializzato nell'apparato digerente».
 
Lo ha dichiarato il Vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Iorio (Presidente del Molise), alla cerimonia di presentazione del "Libro Bianco della Gastroenterologia italiana", tenutasi in mattinata, nella Sala del Mappamondo, presso la Camera dei Deputati. Presenti il Vice presidente della Camera dei Deputati, Antonio Leone, il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, il Presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera, Giuseppe Palumbo, oltre che tutti gli specialisti gastroenterologici che hanno partecipato alla realizzazione dello studio.

«Siamo consapevoli - ha detto ancora il Presidente Iorio- che le malattie gastroenterologiche hanno un impatto importante sulla salute della popolazione e, quindi, sui costi del sistema sanitario. Queste specifiche patologie, infatti, sono una delle maggiori cause di morte della popolazione e sono tra le prime motivazioni dei ricoveri ospedalieri. Investire, quindi, in tecnologie e in strutture moderne ed efficaci significa, da un lato, migliorare le prestazioni date ai cittadini, dall'altro efficientare l'iter della malattia, producendo, in un periodo medio-lungo, risparmi di gestione e una qualificante appropriatezza di cure.

Tutto ciò assume un valore ancora più rilevante in questo momento in cui si discute, nell'ambito della manovra finanziaria, sul costo della sanità nazionale e sulla possibilità di tagli. Tagli che, alla luce di quanto emerge anche da questo Libro, possono essere accettati solo se non riducono la quantità e la qualità dei servizi ai cittadini.

E' necessario comprendere che, al di là dell'imperativo di ridurre i costi inutili, è altrettanto vero che il Sistema Sanitario Nazionale, e quindi quello delle singole regioni, abbisogna, al netto dei cosiddetti sprechi, di nuove risorse. Dobbiamo quindi aprire un dibattito su questi temi, basandoci anche sui suggerimenti degli operatori»

 

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